Storia dello smalto: 17 fatti interessantissimi

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Questo mese il post a tema unghie non lo dedico alla solita gallery di nail art da copiare. Oggi parliamo di curiosità sullo smalto, perchè si parla sempre della storia del makeup ma lo smalto rimane sempre un po’ ai margini. In questo post 8 cose interessantissime sullo smalto per unghie. Badate bene questo è solo la prima parte!

Lo smalto nasce nel 3000 a.C in Cina. Gli ingredienti dei primi smalti erano cera d’api, bianco d’uovo, gelatina e pigmenti vegetali. Nell’antico Egitto invece lo smalto serviva per differenziare le classi sociali: le classi più basse utilizzavo smalti nude o colori chiari, mentre le classi più alte si dipingevano le unghie di rosso.

L’invenzione dell’auto stimolò la nascita dello smalto in chiave moderna. L’invenzione della vernice per auto portò alla nascita del primo, e completamente trasparente, smalto per unghie nel 1916. Nel 1932 invece, Revlon inventò il primo smalto colorato, in tonalità crema.

Il marchio Essie vende 311 tonalità di smalto senza contate i top coats e le decalcomanie per unghie. Potete perfino acquistarli presso le macchinette automatiche presso centri commerciali ed aeroporti.

Le unghie in acrilico furono inventate nel 1978… da un dentista.

Esiste un mistero sulla manicure “French”. Qualcuno dice che fu inventata negli anni ’30 a Parigi da Max Factor, altri invece sostengono fu inventata a Hollywood dal produttore di smalti Jeff Pink (fondatore dell’azienda Orly).

Il marchio Cutex fu uno dei primi brand per quanto riguarda la nail care. Nel 1934 proponeva il suo smalto in tre tonalità di rosso, al costo di 35 centesimi.

La popolarità dello smalto rosso di deve alla diva di Hollywood Rita Hayworth negli anni ’40. Dopo l’introduzione del technicolor le audaci unghie della Hayworth lanciarono un vero e proprio movimento. Molto tempo dopo, le vamp-nails ebbero un nuovo ritorno di popolarità grazie ad Uma Thurman ed al suo iconico ruolo di Mia Wallace in Pulp Fiction.

Negli anni ’50 lo smalto rosso nonostante il grande successo delle unghie scarlatte della pin up anni ’40 Rita Hayworth, erano considerate scandalose. Ecco perchè a molte donne veniva richiesto di rimuovere questo smalto prima della messa domenicale. Un retaggio moooolto vittoriano!

Lo smalto più costoso al mondo costa 250.000 dollari. Non è uno scherzo! Il colore Black Diamond King è realizzato con 267 carati di diamanti neri.

Nel 2012 le vendite di smalto raggiunsero i 768 milioni di dollari, il 32% in più rispetto al 2011. Un effetto inevitabile della cosiddetta nail art mania.

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Esistono 13 differenti finiture di smalto. Shimmer, micro-shimmer, micro-glitter, glitter, frost, lustre, crème, prismatic micro-glitter o shimmer, iridescent, opalescente, opaco, duo-chrome e translucent.

Esistono alcuni smalti che contengono estratti provenienti dagli ortaggi come il kale (cavolo nero) oppure il cetriolo. Il primo in particolare avrebbe un effetto sbiancante sulle unghie.

Per il US Food and Drug Administration alcune sostanze contenute negli smalti neon e fluorescenti sarebbero illegali e quindi non totalmente approvate. La OPI ne fa uso 🙂

Molti consigliano di conservare lo smalto in frigo… niente di più sbagliato, in quanto il freddo del frigo farebbe cristallizzare lo smalto. Al contrario dovreste conservare i vostri smalti in un posto asciutto ed al riparo dalla luce diretta.

È possibile realizzare in piena autonomia il proprio smalto. Vi basta uno smalto trasparente ed un po’ di ombretto minerale.

È possibile essere allergiche allo smalto o meglio ad un suo componente molto comune: la formaldeide. Se vi trovate in questa situazione provate gli smalti della Clinique poiché non contengono questa sostanza.

Il rimuovi smalto non scade mai… e sopravvivrà a tutte noi!

Se ti è piaciuto la storia dello smalto, non perderti la storia dello smalto nero

E non perderti il video 100 anni di unghie e nail art di Allure

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