Intervista con il nutrizionista Mauro Meloni

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Oggi proverò qualcosa di differente: parlerò di alimentazione. Ma siccome non sono “del mestiere”, mi farò aiutare da un professionista del settore. Mi aiuterà il dottor Mauro Meloni nutrizionista a Udine, con un Q&A su dieta, dimagramento e falsi miti sul mondo dell’alimentazione.

Quali sono i consigli per evitare di riprendere chili facilmente dopo una dieta efficace?

Generalmente uno degli sbagli più comuni è vedere la dieta come uno strumento utile solo per il solo calo ponderale. Sarebbe giusto dare più considerazione al percorso educativo di tipo alimentare e non solo che essa include, in particolare nel caso della dieta meditarranea. Alcune norme dovranno sempre essere seguite come limitare gli sgarri, dedicarsi a un pasto importante (es. pizza) al massimo una volta settimana, praticare con costanza dell’attività fisica, limitare gli alcolici e controbilanciare eventuali sgarri o eccessi con un taglio parziale e razionale nel breve periodo di carboidrati.

Ed invece per quanto riguarda l’effetto yo-yo.

L’effetto yo-yo è un fenomeno per così dire metabolico che si verifica soprattutto in soggetti che si sono sottoposti in passato a molti regimi dietetici di cui molti, particolarmente restrittivi. Protrarre per molto tempo diete iperproteiche, per esempio, porta inevitabilmente ad un calo del metabolismo per cui risulta abbastanza semplice riprendere in poco tempo il peso iniziale. Anche in questo caso è necessaria un’attività fisica regolare e costante con un occhio di riguardo agli zuccheri aggiunti e ai “junk food”.

Parliamo di salute della pelle e dieta. Quali sono gli alimenti da evitare per una pelle bellissima oltre alla solita triade cioccolata-insaccati-fritti?

Sicuramente alimenti pro-infiammatori e ossidanti. Tutto ciò che contiene zucchero semplice in quantità importante, quindi alimenti con elevato indice glicemico come anche carni rosse grasse, caffeina e alcolici. Promuovere invece cibi ricchi in sostanze antiossidanti (e.g. vitamina A, C ed E) tipo verdure come rucola, carote e pomodori come anche broccoli, cavolfiori e cavoli, frutta come kiwi, agrumi e fragole e utilizzare esclusivamente olio extravergine d’oliva. Non deve mancare attività sportiva regolare e una buona razione di acqua giornaliera.

Quali sono le trovate di marketing più deleterie per quanto riguarda alimentazione e dieta?

Sicuramente le diete private di alcuni componenti nutrizionali fondamentali oltre che prive di alcun fondamento scientifico, per esempio la famosa e per fortuna non più alla moda dieta del minestrone, la dieta della frutta, le diete basate esclusivamente sull’assunzione di liquidi attraverso massicce integrazioni proteiche e drenanti, le diete basate su improponibili e improbabili affinità ematiche! 

Molte persone durante questo ultimo anno hanno messo su chili. Quali sono stati gli errori più comuni? Oltre a sfornare pizza e pane come dei pazzi! 😊

Sono stati commessi sicuramente molti errori “facilitati” più che altro dalla chiusura forzata o dal lockdown dell’anno passato. A parte il discorso prettamente alimentare, la sedentarietà ha fatto da padrona. Se per alcuni è risultato facile e comodo continuare a praticare dell’attività fisica a casa propria, per altri non è stato altrettanto facile sia per questioni logistiche che per questioni di tipo psicologico come depressione, ansia e poca motivazione.

A proposito di pizza e pane. Lo spopolare delle diete iperproteiche ha demonizzato i carboidrati. Fino a che punto è giusto spingersi con l’eliminazione dei carboidrati?

Ci sono effettivamente diete abbastanza valide che puntano a una riduzione importante di carboidrati ma sono concepite per funzionare nel breve periodo infatti protrarle per molto tempo oltre a causare un abbattimento metabolico potrebbe anche portare a complicazioni fisiologiche abbastanza importanti soprattutto a carico dei reni. I carboidrati sono fondamentali nella nostra dieta e per il nostro organismo ma un loro eccesso è senza dubbio la causa dell’aumento della massa grassa. È necessario capire quanti ne dobbiamo consumare per rispettare il nostro equilibrio metabolico e come gestirli durante la giornata magari affidandoci all’aiuto di un professionista della nutrizione.

Ci sono alimenti che si rivelano “falsi amici” quando si parla di dieta?

Ce ne sono parecchi! Per esempio, molti ritengono che le gallette di riso o di mais siano leggere e poco caloriche, in realtà 4 gallette da 10g ciascuna equivalgono a 60g di pane; a parità di peso contengono quasi il doppio dei carboidrati del pane! Un altro alimento sono per esempio le bevande vegetali, sicuramente povere in proteine e grassi e minerali ma ricche in zuccheri quindi con un indice glicemico potenzialmente molto elevato.

La frutta disidratata, in pratica è frutta senza acqua e quindi concentrata, 100g di alimento sono in media 10 volte più calorici di un etto di frutta fresca con l’aggravante dell’assenza di fibra alimentare. Sicuramente lo sconsiglierei in dietoterapia, può essere invece un buon integratore per chi pratica dell’attività fisica intensa.

Gli hamburger vegetali spesso sono ricchi di grassi e carboidrati e poveri in proteine soprattutto quelli privi di legumi e soia.

Molte persone che non soffrono di intolleranze al glutine tendono ad acquistare prodotti gluten free. Ci sono dei benefici in questo o è tutta moda?

Non vi è al momento alcuna evidenza scientifica che una dieta senza glutine apporti maggiori benefici rispetto ad una con glutine, in individui sani; inoltre, molti prodotti industriali privi di glutine perdono alcuni micronutrienti importanti come acido folico e ferro oltre a venire spesso arricchiti di zuccheri e grassi vegetali per renderli più gradevoli.

La limitazione e l’esclusione del glutine va bene se fatta con coscienza e soprattutto se ci sono delle condizioni particolari che possano far pensare ad un certo grado di sensibilizzazione, oltre infatti alla malattia celiaca in cui per ovvie ragioni il glutine è bandito della dieta vi è effettivamente una non trascurabile percentuale di individui che accusano un certo livello di “sofferenza” agli alimenti contenenti questa proteina, su questi però non è possibile fare un’accurata diagnosi. Anche in questo caso è necessario affidarsi a un professionista della nutrizione che magari attraverso una dieta ad esclusione può identificare alcune criticità individuali legate alla presenza di glutine nella dieta.

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