Donne più attente degli uomini a tavola. È boom di lauree “healthy”

Donne più attente degli uomini a tavola. È boom di lauree _healthy_
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Diversi studi e pareri scientifici concordano sul fatto che le donne siano più attente degli uomini ad alimentazione e salute in generale. La Società italiana di scienze sensoriali (Siss) ha infatti evidenziato come la percentuale di donne che tengono alla propria salute ed alimentazione sia più che doppia rispetto alla percentuale di uomini: si parla infatti di un 68% contro un 32%.

Le influenze socio-culturali nell’attenzione delle donne a cibo e stile di vita

La ricerca, condotta su un campione di 1300 persone, ha riportato una maggiore attenzione da parte delle donne nella scelta dei prodotti alimentari, oltre che uno stile di vita più sano. Numerose ricerche inerenti a questo tema hanno fatto emergere inoltre una maggiore e più specifica informazione da parte delle donne circa i temi sullo stile di vita, salute ed alimentazione, e questo a causa di fattori socio-culturali: la nostra società tende ad identificare la figura femminile come fragile e bisognosa di costanti cure, e ciò crea dinamismi psicologici inconsci nelle donne, che sentono il dovere di interessarsi maggiormente alla propria salute, oltre che al proprio aspetto. D’altra parte, l’uomo è stigmatizzato dall’ideale della mascolinità, che prevede una maggior noncuranza della propria forma fisica e salute psicologica.

Alimentazione e salute: settori professionali in costante crescita nel post-pandemia

Guardando però al lato positivo, almeno fino ai 60 anni di età, le donne risultano essere molto più attente degli uomini alla propria salute, oltre che più interessate alla prevenzione. E perché non fare di una passione il proprio lavoro? L’ambito delle Scienze della Nutrizione dà accesso a una serie di professioni molto attuali e di estremo interesse. Le figure professionali che dominano questo campo delle scienze sono tre: dietista, dietologo e nutrizionista, che per quanto possano sembrare simili vantano formazioni completamente diverse tra loro.

Il dietista è il professionista laureato in Dietistica, che può elaborare le diete del medico ma non può fare diagnosi. Pertanto il suo compito è quello di formulare e attuare le diete prescritte dal medico e controllare la compatibilità delle stesse con le preferenze e le abitudini del paziente. Il dietologo, invece,è un medico chirurgo, che dopo i canonici sei anni si specializza nel ramo dell’alimentazione. Questo specialista può inquadrare clinicamente gli individui e prescrivere loro diete specifiche, con lo scopo di curare determinate patologie. Infine il nutrizionista è colui che dopo una laurea in Biologia si specializza in Alimentazione. Può elaborare diete per il singolo o per la comunità (scuole, aziende) e può lavorare anche nelle Asl. La sua attività è autonoma, nel senso che per elaborare le diete non ha bisogno della firma del medico.

In particolare, la laurea in Dietistica risulta essere una delle più ricercate, specialmente dopo il periodo di quarantena che ha aperto gli occhi a molte persone sull’importanza della corretta alimentazione. È possibile conseguire una laurea in Dietistica anche online. Alcune risorse web presentano nel dettaglio tutti percorsi di studio che hanno a che fare non solo con questa facoltà, ma anche con le Scienze della Nutrizione, Scienze Biologiche, Scienze dell’Alimentazione e tante altre, che formano varie figure professionali.

Quanto guadagnano gli esperti di alimentazione?

I guadagni delle professioni legate a questi studi sono mediamente alti: il Nutrizionista guadagna in media 1.600€ netti al mese (29.500€ lordi annui circa). La retribuzione minima è di 850€, mentre la massima può superare i 2.500€ netti mensili.

Il dietista guadagna 1.650€ netti al mese (circa 30.600€ lordi all’anno). Il minimo può partire da 800€ netti al mese, mentre il massimo può superare i 2.600€ netti mensili.

Infine, il Dietologo guadagna mediamente 54.000€ lordi all’anno (circa 2.580€ netti al mese). La retribuzione minima può partire da 40.000€ lordi all’anno, mentre quella massima può superare i 110.000€ lordi all’anno.

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