Bloody Fashion: il lusso si paga con il sangue.

therestofyourfurcoatSempre più persone grazie a numerose campagne di sensibilizzazione, supportate da vip e personaggi pubblici, stanno dicendo no a pellicce, accessori in pelle e simili. Di questo fenomeno si denunciano in particolare le terribili condizioni di vita in cui questi animali vivono, lo sterminio dei cuccioli di certe specie (come la foca) dotate di un manto più pregiato e morbido, nonché i modi barbari in cui alla fine del processo di allevamento gli esemplari vengono soppressi.

Nonostante questo però, ci riscontrano ancora molte importanti case di moda che non fanno segreto e non si fanno scrupolo nell’usare pregiate materie prime di origine animale in particolare specie esotiche. Qui di seguito una breve panoramica su alcuni brand ed articoli tutt’altro che cruelty free.

Chi ama il lusso a tutti i costi non si farà problemi a procurarsi una delle ultime pochette Gucci. Un pitone scuoiato, 1700 euro il prezzo, possibilità di inserirci il cellulare e poco più.

Un materiale particolarmente trendy che negli ultimi anni sta spopolando per quanto riguarda la realizzazione di gioielli sia classici che moderni è lo Galuchat. Non tutti sanno però dietro questo nome si nascondo l’uccisione di numerosi squali Scyliorhinus canicula meglio conosciuti come “razza”.

Un materiale purtroppo molto amato dagli amanti del lusso, è da sempre il coccodrillo o alligatore. Utilizzato per borse, calzature, cinture e perfino poltrone, il suo costo risulta tra i più proibitivi in assoluto. L’attuale crisi economica tuttavia, ha portato come lato positivo la riduzione delle vendite di questi prodotti e la salvezza di numerosi esemplari.

E voi come vi ponete in merito? Fashion victims o animal killers?

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