Psicologia e bellezza: la psiche, la percezione di noi stessi e la società

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Quando parliamo di psicologia, è bene soffermarsi talvolta, su quanto sia importante la c.d. “psicologia estetica” e quanto sia attuale al giorno d’oggi. Nell’era dell’apparenza e della perfezione fisica siamo, infatti, “bombardati” continuamente da una serie d’immagini ed icone di bellezza che, talvolta, sono inesistenti e per noi irraggiungibili.

La nostra realtà risulta, infatti, del tutto effimera e superficiale e la nostra psiche non può far altro che risentirne!

Grazie alla diffusione costante dei social media si è giunti, infatti, alla percezione di un “io” estetico del tutto errato e difforme rispetto alla realtà! Partendo dai più piccoli per poi raggiungere inevitabilmente anche i più grandi, questi finti ideali di bellezza hanno finito per deformare la percezione estetica di ciascun individuo, facendolo sentire inadatto alla società e dunque, alla realtà che li circonda. I canoni di bellezza sono cambiati rispetto a quelli dei nostri antenati, il cui ideale di bellezza consisteva nelle forme e nell’abbondanza (nell’antichità la donna formosa e robusta era considerata, infatti, icona di bellezza e di fertilità).

L’attuale ideale di bellezza consiste in qualcosa di androgino (come ad esempio le numerose modelle che vediamo in passerella o sui giornali di moda), slanciato, a tratti scheletrico, ma soprattutto, perfetto! Ebbene sì, l’attuale parametro di bellezza sia per le donne che per gli uomini consiste nella perfezione e tutto ciò non può far altro che interferire inevitabilmente sulla nostra psiche, alzando i nostri standard di bellezza, sia per quanto riguarda coloro che ci circondano, sia per quanto riguarda noi stessi!

La psicologia estetica è, infatti, ciò che più comunemente possiamo definire come l’impatto dell’estetica, della bellezza esteriore, sulla nostra vita, sulla nostra psiche. Quando il nostro aspetto fisico diventa un’ossessione vuol dire che c’è qualcosa che non va nel rapporto con noi stessi ed è quindi opportuno chiedere aiuto ad uno psicologo; possiamo già farci un’idea in rete delle professionalità presenti sul territorio a cui rivolgerci tra cui studio le vele .

Quando parliamo di psicologia inerente alla cognizione dell’estetica e della bellezza, non possiamo non soffermarci sulla percezione che abbiamo di noi stessi; solitamente tale percezione finisce, infatti, per non combaciare, per quanto riguarda l’aspetto esteriore, con quella che gli altri hanno di noi (teoria del confronto sociale).

Ciò che consideriamo, infatti, come socialmente bello, a livello psicologico, finisce per darci una percezione diversa di noi stessi, più orientata verso lo standard sociale e meno verso la realtà; non di rado, infatti, numerose adolescenti o anche adulti, finiscono per maturare notevoli problemi e disagi psicologici a causa di uno standard inesistente che però si ritiene consolidato: la perfezione costante. Purtroppo tali problemi psicologici finiscono, in seguito, per confluire inevitabilmente in vere e proprie patologie cliniche di depressione e bulimia nervosa, come gli psicologi hanno spesso affermato (soprattutto tra adolescenti).

Non risulta poco frequente, inoltre, un altro fenomeno molto importante che scaturisce da tale problema sociale: il bullismo.

Quando parliamo di adolescenti, infatti, un problema molto importante è quello del bullismo, poiché spesso, tale fenomeno, quando si realizza, finisce per instaurare delle dinamiche di carattere psicologico all’interno dei ragazzi, che se non vengono prontamente arginate, rischiano di peggiorare nel tempo. Le vittime di bullismo rischiano, infatti, di sviluppare veri e propri disturbi del comportamento, che spesso possono manifestarsi attraverso un comportamento oppositivo provocatorio; è stato dimostrato inoltre che la maggior parte degli individui con tendenza a delinquere, sia stata vittima di bullismo.

La psicologia a riguardo, non può far altro che educare le nuove generazioni all’accettazione di se stessi e della propria estetica, insegnando loro come percepire in maniera sana la propria fisicità e i propri difetti, allontanandosi dai comuni standard sociali.

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