La freelance ed il cibo: 3 regole d’oro.

foodprep

Cominciamo ad entrare nel vivo con la nostra rubrica Freelance in gonnella. Non parleremo strettamente di lavoro, ma della creazione di condizioni ideali per lavorare bene.  Partendo dall’ovvietà “Mens sana, in corpore sano”, la freelance lavora sì con la testa, ma deve ricordarsi che ad essa c’è attaccato un corpo che per quanto possibile deve cercare di mantenere in salute, anche perché la freelance non ha la (tanto rimpianta) malattia. Ecco allora tre regole semplici per sopravvivere, alimentarmente parlando, al lavoro in proprio.

Il food prep: il santo Graal.

Questo inglesismo altro non vuol dire che “preparazione cibo” ed è sicuramente salito alla ribalta attraverso il mondo dei bodybuilder che, anche per via della vita impegnata e degli alti regimi di allenamento, si preparano preventivamente le porzioni di cibo per più giorni.  Ecco, immaginatevi per un attimo come dei bodybuilder.  Partendo dal presupposto che dovete mangiare ed affiancandoci la possibilità che abbiate poco tempo per cucinare, il food prep è un grande  vantaggio soprattutto in relazione alla preparazione dei primi. Il week end o nei giorni in cui avete un po’ di tempo a disposizione, preparate alcune porzioni di cibo per i giorni successivi, pietanze facili e veloci, ma che soprattutto si conservino a lungo o si possano congelare. Avrete del cibo sano senza la seccatura di mettervi ai fornelli ogni giorno. Potete optare per zuppe, vellutate o primi a base di cereali integrali.

Date un’occhiatea alle nostre ricette: c’è sicuramente qualcosa che fa al caso vostro.

Lo spuntino è il vostro migliore amico.

Durante la giornata concedevi almeno un paio di spuntini, a metà mattina ed a metà pomeriggio. Un frutto, un po’ di frutta secca, uno yogurt, un bel frullato magari con il latte di soia. Lo spuntino vi aiuta ad arrivare all’ora di pranzo o all’ora di cena senza appetiti apocalittici ed incontrollati. Lo spuntino vi permette anche di fare la famosa pausa di 10 minuti consigliata per legge ogni 2 ore a chi lavora davanti al computer.

Gli addominali “carboidratici”.

Quando sopra si parlava della preparazione del pranzo non intendevamo porzioni da 1 etto e 20 di pasta al ragù, ma consigliavo invece cereali integrali. Cercate di limitare al massimo il consumo di carboidrati specie se provenienti da cereali raffinati. Consumateli sicuramente a colazione ma anche qui preferite prodotti integrali. L’eccesso di carboidrati nella dieta si vede: si vede sul vostro girovita! Come freelance in gonnella potreste voler trovare conforto dal giramento di p*lle in un “apporto extra di serotonina da carboidrato”, ma la vostra partita iva si merita tanto?  Gli addominali “carboidratici” sono quel monoblocco che vi si posiziona sull’addome e vi assicuro che non è facile da mandare via. Inoltre una bella dose di carboidrati a pranzo, come il famoso  etto e venti di pasta o magari un comodo trancio di pizza, sono il passepartout per una bella odissea digestiva. Odissea digestiva = sonnolenza = calo di attenzione e produttività. You know what I mean?

Detto questo al motto di Zero Carboidrati vi lascio con l’omonimo pezzo di Immanuel Casto. Ma non prendetelo alla lettera: “stamo a scherzà”!

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