Intervista a Giulia Moser Nuite Blanche

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Quando una ragazza mi colpisce per il trucco, sicuramente mi colpirà anche per qualcos’altro. Ecco perchè ho deciso di intervistare Giulia Moser in arte Nuite Blanche. Burlesque performer e dj ci ha dedicato un po’ del suo tempo. Le sue risposte ci saranno utili per capire dall’interno il mondo del burlesque.

  1. Tagliamo subito la testa la toro: un corso di burlesque fa per tutte?
    Ah, vuoi far capire subito a tutti che sono una stronza! 😀 Ok.
    Diciamo che un corso può essere frequentato da chiunque. Non è detto però che frequentare un corso ti renda una performer. Il Burlesque è un contenitore in cui coesistono svariate forme d’Arte, dalla Danza alla Recitazione, dalle Arti Circensi alla Performance Art. Essere una showgirl ed essere una donna che frequenta un corso come attività ricreativa sono due cose completamente diverse. Ti ricordi “Ratatouille”, con il topolino che incontra lo Chef stellato al motto di “Chiunque può cucinare”? E’ la stessa cosa: chiunque può fare Burlesque, ma solo in poche diventano showgirl. Non è comunque detto che l’obiettivo sia diventare una professionista: magari una donna ha voglia di giocare con la propria capacità di esprimersi in modo femminile ed ironico, in quel caso il percorso è davvero per tutte.
  2. Un corso di burlesque può migliorare la vita di tutti i giorni?
    Troppe volte ho visto corsi che spacciavano l’idea di “terapia”, come se il Burlesque fosse una panacea contro ogni male. Sicuramente frequentare un gruppo di altre donne che si divertono col proprio corpo e la propria femminilità in modo sano e divertente può giovare all’umore. Se questo poi ha effetti sulla vita di ogni giorno è una questione squisitamente personale. Nessuna di noi ha la bacchetta magica, in ogni caso, e se sussistono problemi di personalità o di autostima molto gravi, è meglio seguire il percorso con il supporto di uno psicologo. Il Burlesque NON è e NON deve sostituirsi ad una terapia di analisi.
  3. Quali sono (se ci si sono) le icone a cui ti ispiri per creare le tue performance ed i personaggi che porti sul palco?
    Ho sempre amato Dirty Martini, che potrebbe essere una delle mie icone, se ci penso, ma non mi ispiro a lei per creare i miei act. L’ho anche incontrata ed ho avuto la fortuna di frequentare i suoi workshop e vederla esibirsi dal vivo. Una Donna colta e schietta, piena di vita e di energia! E’ sul palco come è nella vita: diretta, ribelle, intelligente. L’imperativo per tutte noi dovrebbe essere l’originalità e il rispetto della proprietà intellettuale, per cui cerco di non identificarmi mai troppo in qualcun altro, ma di ispirarmi a concetti abbastanza astratti. La mia specialità è il Comedy Burlesque, che come si intuisce dal nome, è la forma più ironica e dissacrante di quest’Arte. Cerco di sviluppare storie e personaggi semplici, immediati, che tutti possano capire, qualsiasi lingua parlino e a qualsiasi ceto sociale appartengano. Sono una paladina del “less is more”, perchè credo fermamente che il segreto di ogni progetto che funziona, sia la fruibilità e la semplicità.
  4. Hai qualche consiglio beauty dal punto di vista del burlesque? Immagino il trucco vintage sia molto apprezzato, ma hai qualche beauty trick da condividere?
    Guarda, io mi trucco molto poco e da brava europea prediligo makeup leggeri. Preferisco avere una bella pelle, che buttarmi addosso litri di fondotinta e strati di contouring. Tra l’altro questa fissazione del contouring che sta impazzando in tutto il mondo è davvero ridicola in molte situazioni: vedo ragazze al ristorante che sembrano sporche in faccia. Per quanto riguarda lo show è diverso: di sicuro il trucco aiuta, ma è anche bene che ognuna si senta a proprio agio. se non si sa fare, inutile improvvisarsi in mascheroni imbarazzanti, che penalizzano il proprio viso e la propria resa performativa. Meglio tentare a casa, anche più volte, delle prove trucco, finchè non otteniamo risultati soddisfacenti, POI on stage. I miei beauty trick per le tue lettrici sono: curare la pelle, guardare tanti tutorial e SPERIMENTARE. Practice makes perfect. Per i cosmetici ho sicuramente un brand preferito che è Neve Cosmetics: i loro prodotti hanno una resa incredibile e sono fantastici sulla pelle.
  5. Tu sei anche una dj. La tua cultura musicale influenza le tue performance burlesque o viceversa il mondo del burlesque influenza le tue attitudini musicali?
    Quasi tutto nasce dalla Musica, per me. Ci tengo sempre tanto a passare alle mie allieve la cura per le scelte musicali, che non devono essere banali o scontate (per quanto i pezzi classici, ben eseguiti, siano sempre fantastici) e che devono essere riscritte con il proprio corpo, come se stessero suonando loro stesse. Il timing è tutto: inutile avere un lampadario di Swarovski addosso se non andiamo a tempo. In passato il mio background musicale influiva parecchio sulle mie scelte, adesso devo ammettere che ascolto più spesso musica d’antan ed ho imparato ad apprezzarla, anche se il Burlesque non è legato ad un genere musicale in particolare.
  6. Passiamo ad una domanda serissima. In Italia si può vivere come o artista burlesque? È dura la vita delle performer?
    Si può, ma con enormi sacrifici e momenti di up e down abbastanza stressanti. La maggior parte, comunque, ha un income principale che permette loro di sopravvivere.
  7. Ci sono cose all’interno di questo panorama che proprio ti fanno arrabbiare?
    Certamente. Soprattutto i producer che ingaggiano le dilettanti a scapito delle professioniste, per risparmiare. Queste ragazze si fanno il viaggio di essere arrivate, di fare parte della “industry”, ma la verità è che sono delle impiegate o delle commesse o altro, nella vita, che coltivano l’hobby del Burlesque. Proprio qualche giorno fa si parlava con una mia cara amica e collega, Albadoro Gala, performer e producer di grande successo, e lei diceva una cosa molto intelligente: che a volte, di fianco alla parola “spettacolo”, bisognerebbe avere l’onestà di affiancare la parola “AMATORIALE”. Per una questione di sincerità, se non altro, nei confronti del pubblico. Un’altra cosa che mi fa arrabbiare sono i “Prezzemolo” dei Festival: artisti che (a spese loro) vanno a qualsiasi evento esibendosi spesso gratuitamente, senza fare una vera scelta delle proprie apparizioni, “basta esserci”. In prima battuta questi personaggi ricevono notorietà tra gli addetti ai lavori, ma noi Producer poi non vediamo perchè dovremmo pagare qualcuno che è sempre disposto a pagare per esibirsi. Quindi nella lunga distanza, poi, questa notorietà si trasforma in essere degli eterni newcomers, che poi si esibiscono nelle sagre e nelle pizzerie.
  8. Qual è il tuo personalissimo consiglio per aiutare una donna a sentirsi più femminile?
    Non c’è un consiglio che valga per tutte, purtroppo, perchè la femminilità non è sempre la stessa. Marlene Dietrich, algida e malinconica, in abiti di taglio maschile è femminile tanto quanto Rita Hayworth avviluppata in un vestito da cocktail con la sua cascata di ricci fiammeggianti. Quello che mi sento di consigliare è di non focalizzarsi su qualcosa che non si può essere, piuttosto di enfatizzare ciò che si è davvero. L’unicità, l’intelligenza, la personalità, sono le uniche cose che ci contraddistinguono e che possiamo esplorare. La femminilità è tutta nostra, sta a noi scoprire chi siamo e gridarlo all’esterno, senza paura. Perchè ce lo meritiamo.
  9. E per sentirsi più sexy?
    Ribellarsi. La società ci inculca fin da bambine che “questo è troppo”, “quello non va bene”, “così sembri una poco di buono”. La sessualità è innanzitutto SALUTE e la salute è un DIRITTO UMANO. Questo dovrebbero insegnarci, fin da bambine. Che è ok. Che abbiamo tutto il diritto di sentirci desiderabili, di giocare, di attrarre e che questo non è un invito ad abusare di noi. Sta a noi decidere in che letto finire, in totale sicurezza e in totale indipendenza, perchè fare sesso fa bene, non è una cosa che ci definisce come persone di alto o basso livello.
    Quindi per sentirci più sexy informiamoci sul sesso, parliamo di sesso, comprendiamo il sesso e sfatiamo il suo tabù. Smettiamo di giudicare e di giudicarci. Ribelliamoci!
  10. Ti ringrazio molto per il tempo che ci ha dedicato, puoi concludere come credi quindi se vuoi via libera all’autopromozione più sfacciata!
    Grazie a te, mi sono divertita! Invito sia te che le tue lettrici a “La Rivista Burlesca”, il mio show: le date sono il 20 Ottobre, il 15 Dicembre e il 20 Aprile a Bologna, all’Alchemica Club. Mentre il weekend del 14,15,16 e 17 Febbraio io e la mia socia Ella Bottom Rouge con il nostro Silk Ribbon Cabaret Team, produciamo il Ferrara Burlesque Festival, un intero weekend di spettacoli, workshop e contest con artisti internazionali. Tra l’altro le application per esibirsi sono ancora aperte fino al 31 Ottobre! Potete trovare più info su https://www.facebook.com/SilkRibbonTeam/

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