Intervista a Natascha Noia Aka La chef Mobile.

chef-mobile3

Dopo tanto tempo ritornano le nostre interviste a donne che hanno trasformato il loro lavoro in qualcosa di assolutamente unico e sopra le righe. Oggi è il turno di Natascha Noia, classe 1988 che si è da qualche mese trasformata da cuoca a “La Chef Mobile” e che con il suo furgoncino rosso gira il Friuli per proporre piatti bellissimi e buonissimi. La Chef Mobile può venire a cucinare a casa vostra o consegnarvi prodotti locali sempre freschissimi e di stagione.  Ma lasciamo che sia proprio lei a raccontarci in cosa consiste il suo lavoro.

1) Cominciamo con le presentazioni. Chi sei ed in cosa consiste il tuo lavoro?

Mi chiamo Natascha, ho ben 27 anni ma ne dimostro 14. A parte gli scherzi, sono una “chef” (uso le virgolette per dei motivi che vi spiegherò più avanti), lavoro nel mondo della ristorazione da quando avevo 15 anni.
Una passione nata quasi naturalmente quando da piccola ritagliavo le ricette che trovavo sulle confezioni dei prodotti o dalle riviste. Appena ne ho avuto l’occasione ho cominciato a fare le stagioni estive, mentre d’inverno frequentavo la scuola alberghiera e cercavo locali in cui andare a fare extra i weekend e durante le festività.
Ho cercato di apprendere il più possibile durante queste esperienze per capire quale sarebbe stato il mio stile culinario e la mia filosofia in cucina.

2) Quali sono secondo te le peculiarità che UNA chef donna può sfruttare di più e che invece non si trovano spesso negli chef uomini?

chemobile-furgoneLa peculiarità di una chef donna è la sua innata sensibilità, che nasce dal suo ruolo naturale nella società antica e moderna: nutrire il proprio figlio allattandolo al seno. Il legame tra donna e cibo ha ovviamente origini antiche.
Un uomo non ha la stessa sensibilità, ma per qualche motivo è più facile trovare chef uomo rispetto a chef donne. Se parliamo di cucina la donna è vista come quel focolare sicuro in cui tornare a casa la sera, piuttosto che uno chef affermato per quel ruolo di madre che ricopre da sempre.
Per fortuna siamo sempre più donne chef che riescono a unire perfettamente la carriera e la famiglia, modificando sempre più l’immaginario comune.
Ci sono già molte chef donne che si sono sacrificate per raggiungere obiettivi molto importanti, e a loro va tutta la mia stima.
Credo che certe fiamme non abbiano sesso. La passione è passione, l’amore è amore, lo studio e la ricerca sono cose categoriche, non c’è più o meno, tanto ti impegni e tanto ottieni.

3) Quando e come ti è venuta l’idea della Chef Mobile?

Da qualche mese è nata la mia attività, La Chef Mobile, frutto di un anno di ricerche per capire come avrei potuto continuare a cucinare uscendo dai canoni strutturali e dalla mentalità del ristorante, rompendo gli schemi e facendo qualcosa cucito a misura del cliente. Nasce dalla passione che ci metto quando faccio ciò che so fare meglio, che non è semplicemente cucinare, ma unire le materie prime come si fa con le note musicali per creare un accordo armonioso.

Ho sempre ritenuto fondamentali la qualità e la stagionalità delle materie prime, che fanno tre quarti di questo mestiere.

Per questo motivo La Chef Mobile commercializza anche prodotti che io stessa assaggio e scelgo, portandoli direttamente nelle case delle persone con il mio furgoncino rosso fuoco.

chemobile-nataschanoia4) Cosa consiglieresti a chi vuole lasciare un lavoro tradizionale per buttarsi in un’avventura come la tua?

Per quanto riguarda un’attività del genere, commercio di prodotti alimentari e chef a domicilio posso dire: no, non farlo. Non è masterchef. Ho parlato di sacrificio, passione, rigore, disciplina e studio. Tutte queste componenti assieme fanno sì di poter realizzare un progetto cosi. Prese singolarmente non bastano. Al massimo un consiglio che posso dare è di venire a fare lezione con me! 🙂
Ho usato “Chef” tra le virgolette perchè col termine chef si indica qualcuno che ha tanta esperienza, e l’esperienza si matura con gli anni. Anche se io lo utilizzo per il nome della mia azienda, ho ancora tanto da imparare, non bisogna abusare di questo termine perchè è moda o fa figo. Purtroppo i media oggi fanno passare questo mestiere come qualcosa di facile e bello. E’ assolutamente bellissimo e appagante realizzare piatti che danno emozioni, ma prima di arrivare a comporre il piatto devi spaccarti la schiena. In più essendo donna in un mondo di uomini, è ancora più difficile se si vuole non sottostare a compromessi.

 

5) Qual è il tuo segreto per procedere al meglio in un lavoro legato al mondo della ristorazione? Può anche essere qualcosa di divertente o non riguardare prettamente l’aspetto tecnico del tuo lavoro…

Non so se siano dei segreti.. ma negli anni ho imparato a fare squadra con i colleghi e soprattutto con il personale di sala (famose sono le guerre tra sala e cucina), cercando di essere sempre corretta e rispettosa. Per quanto posso essere sembrata molto severa nelle risposte sopra, ho molta autoironia, non è difficile infatti trovarmi in cucina con lo stereo a palla mentre mescolo il sugo ballando.
Ho avuto la fortuna di avere un paio di allievi negli ultimi anni e a loro ho cercato di insegnare a cucinare divertendosi e dove è possibile sperimentando.
Un’allegra disciplina insomma!

Ti potrebbe anche interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *