I disturbi alimentari meno conosciuti

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L’argomento disturbi alimentari, o per meglio dire dei disturbi del comportamento alimentare, è ampio e delicato. Troppo facile e superficiale ridurlo ad anoressia e bulimia, perchè la fuori tra chi ne soffre si verificano tutta una serie di casistiche particolari che esulano dai due fenomeni, più popolari, che abbiamo appena citato e che probabilmente tutti conoscono. In questo post parleremo dei disturbi alimentari meno conosciuti.

Lo spunto per questo articolo mi è venuto dopo essermi imbattuta proprio in un vecchio articolo di Donna e Dintorni in cui si parlava del fenomeno della drunkoressia, che potrebbe essere brutalmente riassunto con “magre ed ubriache”. Questo nuovo fenomeno, il cui nome deriva dall’unione del termine inglese “drunk” ubriaco e anoressia. Coinvolge un numero preoccupante di ragazze e ragazzine italiane tra gli 11 ed i 24 anni che già soffrendo di disturbi dell’alimentazione per poter bere “liberamente” alla sera, durante il giorno preferiscono digiunare al fine di non dover fare i conti e sentirsi in colpa per via delle calorie assunte attraverso gli alcolici. Un comportamento molto preoccupante su cui devo principalmente vigilare i genitori.

Un altro disturbo di cui non conoscevo l’esistenza e di cui ho appreso attraverso il sito SportBoom.it, è l’Ortoressia. Se prestare attenzione alle nostre scelte alimentari ed a quello che mangiamo, potrebbe sembrare un comportamento auspicabile e desiderabile, portare all’estremo questa esigenza ci porta a conoscere il concetto di ortoressia. Se ne è cominciato a parlare intorno al 2001 ed anche se ancora non compare nel novero dei disturbi alimentari “ufficiali”, questo tipo di comportamento può minare sia la salute fisica che quella psicologica di coloro che ne sono affetti. Queste persone si lanciano in una ricerca maniacale di cibi sani, naturali e biologici, fino a non considerare mai sufficientemente sano o naturale quello che hanno nel piatto. Un senso di diffidenza perenne che porta perfino ad evitare il cibo qualora questo non sia considerato sufficientemente sano. Questo oltre al digiuno porta ad uno stato di logoramento nervoso continuo ed ad una diffidenza anche nei confronti di ciò che ci viene cucinato od offerto dagli altri, con il risultato di incrinare alcuni nostri rapporti sociali.

Pregorexia colpisce le donne in gravidanza. Esse non riescono ad accettare, in una società che implicitamente impone alle donne di rimanere il più magre possibili anche durante la gravidanza, di aumentare (come è fisiologico) dagli 11 ai 15 kili auspicati dai medici durante il periodo di gestazione. Questo rifiuto può portare oltre a complicanze per la salute del nascituro anche depressione, anemia ed ipertensione.

Binge Eating Disorder ha in comune con la bulimia il ricorso alle abbuffate senza però presentare i classici comportamenti eliminatori come uso di lassativi e diuretici, digiuno prolungato o vomito. Molti pensano che si tratti di un comportamento che ha a che fare con l’obesità ma non è così. E’ molto presente tra le teenager che alleviano le tensioni a suon di abbuffato specie dopo lunghi periodi di dieta ferrea.

La bigoressia o dismorfofobia muscolare (nota anche come vigoressia o complesso di Adone) è approdato di recente nel panorama dei disturbi alimentari, si presenta prevalentemente tra i maschi e in particolare tra chi pratica palestra o body building. La definizione che viene dall’inglese Big, ovvero “grande, grosso” sottolinea la preoccupazione di avere un fisico troppo magro o esile.

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