Hollywood Morgue: un cimitero, un museo, un libro e una canzone

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Nella mia testa l’anatomia di un cimitero monumentale è chiara, anzi chiarissima. Cipressi, vialetti di porfido, o ghiaino a seconda dei casi, qualche colonia felina con gatti malandati ma non del tutto schivi. E’ per questo che quando entri al Hollywood Forever senti che qualcosa non torna. Palme altissime, prati curati, voliere con pavoni e tanto di scritta “Peacock Crossing”.

Hollywood Forever è uno dei classici itinerari che gli amanti del “mortifero” o più semplicemente degli itinerari non convenzionali, possono apprezzare. Lo trovate ovviamente ad Hollywood, non molto distante dalla rinomata Walk of Fame o dal celebre Sunset Boulevard.

Quando con mio marito siamo approdati ad Hollywood, visitare Hollywood Forever era prioritario molto più che una inflazionatissima visita ai Paramount Studio.

Definire Hollywood Forever un cimitero monumentale è esagerato: non ha ne le dimensioni ne le bellezze artistiche dei cimiteri italiani. Hollywood Forever però è celebre perchè ospita “per sempre” il sonno di alcune famosissime star americane. Ma non pensiate che H.F (lo chiamerò così da ora in poi) sia solo divi, attrici e musicisti: H.F ospita soprattutto defunti ebrei. Ovunque ci giriamo troviamo tombe di persone ebree. Diciamo che i defunti ebrei occupano il 70% dei tumuli ed il resto se lo spartiscono la gente comune e le star.

Se, a differenza di quello che abbiamo fatto noi, volete visitare “coscienziosamente” il cimitero senza vagare smarriti, all’ingresso di H.F andate dritti al gift shop e chiedete una mappa. Ovviamente la mappa si paga… come tutto negli USA. L’A3 che vi daranno però vi sarà utile perchè propone una lista alfabetica di tutte le star che qui riposano ed il punto esatto dove potete trovarle.

E’ proprio grazie a questa mappa che troviamo la biondissima Jayne Mansfield e la cupissima dark lady del cinema americano Vampira (al secolo Maila Nurmi), le due celebrità per cui eravamo li. Mentre la lapide di Jayne Mansfield è una comunissima lapide, la lapide di Vampira è stata decorata dai suoi fan con un sacco di decorazioni in perfetto stile Halloween. Una genuina devozione dei fan che come noi non mancano di scattare qualche foto di fronte alla tomba. E non chiamatelo cattivo gusto!

Non distante da li potete imbattervi anche nelle tombe di due Ramones ed in Rodolfo Valentino (ma noi non l’abbiamo trovato…).

Esterno del Museo della Morte di Los Angeles
Esterno del Museo della Morte di Los Angeles

Ma non pensiate che il nostro tour attraverso “l’altra” Hollywood si sia fermato qui. Avendo ancora qualche ora a disposizione e baciati dalla fortuna ci siamo trovati (il destino!?!) sulla via del Museo della Morte di Los Angeles. Potete raggiungere facilmente il museo a piedi dal Hollywood Forever, senza maledire ne me che ve l’ho consigliato, ne il sole della California.

Il museo della morte nonostante sia come il paese dei balocchi per tutti gli amanti del “funebre” lascerà anche i più “rodati” con pochissima voglia di mangiare. Se dovessi spiegare questo concetto in una sola frase direi: “Rotten.com a confronto è per signorine”. All’ingresso c’è un darkettone pallido ed emaciato con tutti i piercing al posto giusto… ed un cane molto anziano che è la cosa più “pucciosa” vedrete di li a poco. Purtroppo nel museo non è possibile fare foto, ma a giudicare dal quantitativo di foto che potete trovare online, di questo divieto se ne sono infischiati un po’ tutti.

Il “bello” del museo, se così si può dire, è che organizzato in settori tematici. La prima sala già conquista il mio cuore: serial killer! Una stanza con memorabilia e lettere originali dei più famosi serial killer americani. Un maglione di Richard Ramirez, le scarpe da clown di John Wayne Gacy, le lettere ed i disegni di Otis Toole. Si passa poi alla sezione “onoranze funebri”, la stanza che affronta il tema dei “funeral directors”.

Si continua poi tra foto di suicidi, morti violente e incidenti stradali risalenti all’epoca in cui non c’erano ancora gli air bag.

Menzione a parte va fatta per la stanza dedicata a Charles Manson e “famiglia” ed una mini ricostruzione del suicidio di massa della setta Heavens Gate con tanto di letto a castello comprato all’asta dopo il più “numeroso” suicidio di massa della storia degli USA.

E poi ti ritrovi in una stanza un po’ ibrida con vari animali impagliati tra cui uno dei quattro cihuaua di Jayne Mansfield, la biondissima star menzionata sopra. Anche il misero cihaua ad Hollywood però, ha una storia da raccontare. Il cihuana è morto insieme ai suoi altri tre omologhi durante l’incidente stradale che tolse la vita a Jayne Mansfield, al fidanzato di lei ed ai 4 cihahah appunto. Dal momento però che le nelle richieste testamentarie della Mansifield c’era la volontà di imbalsamare gli adorati cagnolini dopo la loro morte, del gravoso compito si occupò di persona niente poco di meno che Anton Lavey fondatore della chiesa di Satana di Los Angeles con cui la Mansfield era stata largamente a contatto. Come dire la pupa e il s… satanista.

Molti dei luoghi e degli accadimenti di cui abbiamo parlato sopra li potete ritrovare nel libro Weird California, un libro molto ben fatto e strutturato per conoscere quello che di più strano ha da offrire la California, tra macabro, curioso ed extra terreste. Un ottimo compagno di viaggio se volete visitare la California e non vi accontentate degli itinerari meramente turistici. Per noi è stato così!

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