Decandentismo olfattivo: da D’Annunzio a Huysmans

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Non esiste donna affascinata in modo più o meno intenso dalle ambientazioni d’altri tempi, che non desideri reimmergersi in quelle atmosfere. Se abiti, gioielli e ville non sono un problema, proviamo a pensare a come sarebbe suggestivo ricreare ciò che per sua natura è destinato a perdersi.

E’ un po’ quello che succederà al Vittoriale degli Italiani (Gardone in Riviera (BS)) a Marzo 2018. Concepita da Mavive, un’antica casa profumiera di Venezia, l’esposizione D’Annunzio e l’arte del profumo. Odorarius mirabilis ricreerà l’immaginario olfattivo di D’Annunzio, vate, guerriero, dandy e profumiere. Un’esposizione che getta una luce tutta nuova su un lato inesplorato della personalità di D’Annunzio.

Ma se non potete partecipare a questa iniziativa davvero unica, grazie alla casa profumiera Mavive potete fare vostra una delle creazioni profumiere del vate, attraverso ad una linea di fragranze dal nome che lascia poco spazio all’immaginazione: i Profumi di D’annunzio. Quattro fragranze dai nomi altamente evocativi:

  • AQVA NVNTIA che si dice fossa stata creata espressamente per “la divina” Eleonora Dusa
  • ERMIONE
  • IL PIACERE (come poteva mancare)
  • DIVINA MUSA irradiazione solare e molteplice che accorpa in sé tutte le donne: Fedra, Antigone, Elettra, Francesca da Rimini, Medea.

Anche il design di questi profumi si ispira ad un disegno originale di D’Annunzio, sapientemente ripreso ed ammodernato dalla casa profumiera che ha creato questa linea. Il costo di uno di questi profumi è di 160 euro per 125 ml di prodotto oppure potete togliervi lo sfizio ed acquistare un campioncino per 5 euro. Vi riporto il link allo shop online.

La passione di D’Annunzio per la creazione di fragranze uniche, lo mise in contatto con importarti profumieri italiani ed internazionali e lo rese proprietario di volumi particolarmente interessanti come gli Experimenti di Caterina de Medici oppure il Ricettario galante del secolo XVI.

Questo perchè il vero dandy si intende di tutto ciò che è bello, che allieta i sensi. Il viveur si intende di fiori, di moda, di tessuti, di musica, di mineralogia, di gioielli ed ovviamente anche si fragranze. Perchè tutti i sensi vanno sollecitati non ultimo l’olfatto.

Ma al di là degli eventi e dei prodotti che in queste settimane ruotano intorno a D’Annunzio, in questo articolo faremo un viaggio tra i capolavori del decadentismo, un viaggio olfattivo tra personaggi iconici ed il loro rapporto con il mondo del profumo.

Partiamo proprio con D’Annunzio e con il suo Andrea Sperelli protagonista de Il Piacere, il cui la passione amorosa è tenuta viva da tutta una serie di rimembranze olfattive come l’odore di Elena Muti rimasto sulla di lei pelliccia.

Il profumo non trova spazio solo negli ambienti in cui si muove l’elegante Andrea, ma anche nella solitudine de La Pioggia Nel Pineto, dove le membra delle estate sono “odorate di aliga di rèsina e di alloro”, le sere fiesolane sono caratterizzate da “coccole aulenti”. Anche nel Notturno non mancano riferimenti olfattivi, in quanto è proprio l’olfatto a guidare la dolorosa convalescenza di D’Annunzio.

Karl Huysmans
Karl Huysmans

Ci spostiamo quindi a Parigi dove l’inquieto aristocratico Des Esseintes protagonista di Controcorrente (titolo originale À rebours) tenta di placare i suoi tormenti interiori a suon di essenze. Tanto è vero che Huysmans dedica un intero capitolo a queste suggestioni olfattive.

Si assicurò se ve ne fosse una fiala sturata; non c’era; passò nello studio, nella sala da pranzo: dappertutto quell’odore. Sonò. “Senti qui qualche odore?” chiese al servo accorso. Quello annusò l’aria: “no, nessun odore.”

Non restava più dubbio; la nevrosi tornava dissimulata sotto un nuovo inganno dei sensi. Noiato dalla tenacia di quell’inesistente profumo, pensò di stordirsi con profumi reali, nella speranza che questa omeopatia nasale lo guarisse o almeno lo scampasse dal supplizio dell’importuna frangipana.

Andò nel gabinetto da bagno, dove, presso un bacile battesimale che gli serviva da catinella, sormontato da una cornice in ferro battuto imprigionante, a mo’ di balaustra argentata di luna, l’acqua verde e come stagnante di un lungo specchio, fiale d’ogni foggia e dimensione s’allineavano su mensolette di avorio. Le tolse di là e le dispose in due file sur un tavolo: quella dei profumi semplici, vale a dire degli estratti e delle essenze; e quella dei profumi composti, chiamati con termine generico bouquet o mazzolini d’odore.

Ciò fatto si sprofondò in una poltrona e chiamò a raccolta le sue idee. Da anni Des Esseintes era esperto nella scienza del fiuto. Non meno della vista e dell’udito egli stimava l’odorato capace di godimenti. Ogni senso, a suo avviso, purché a ciò disposto da natura e debitamente educato, era in grado di percepire nuove sensazioni, di scinderle, d’associarle, sino a comporre con esse ciò che costituisce opera d’arte.

Secondo lui insomma, non era per niente più strana l’esistenza di un’arte basata sui profumi che quella che si vale d’onde sonore o di raggi variamente colorati. Soltanto che come, senza una particolare attitudine sviluppata dallo studio, nessuno può distinguere la tela di un grande pittore da una crosta qualsiasi, un motivo di Beethoven da un’aria di Clapisson, allo stesso modo nessuno può neanche, se non è un iniziato, distinguere alla prima un bouquet creato da un autentico artista da un miscuglio qualsivoglia messo in commercio da un industriale e destinato alla vendita nelle drogherie e nei bazar. Nell’arte degli odori, ciò che più di tutto lo aveva interessato era la possibilità di ottenere artificialmente profumi del tutto identici a quelli in natura.

Oscar Wilde
Oscar Wilde

Spostandoci a Londra, pensate forse mi sia dimenticata del giovane Dorian? L’unico Gray che meriti di essere menzionato su questo blog. Nel Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde a proposito di profumi si dice:

“Tentò di scoprire le loro vere relazioni domandandosi perchè l’incenso spinge al misticismo mentre l’ambra eccita le passioni, le violette risvegliano il ricordo dei morti amori, il muschio turba l’intelletto, la magnolia ravviva l’immaginazione”.

Panorami olfattivi, profumi che arrivano da lontano ma che sono più vivi che mai, in una preziosa ampolla o tra le pagine di un libro.

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