Lusso ed ecosostenibilità: le migliori borse vegan

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Fair-tradeetica e sostenibilità: le regole del business responsabile invadono anche il circuito della moda.

L’acquisto di prodotti, infatti, si lega a doppio filo alle più profonde filosofie di vita e di comportamento. Difficile, quindi, che chi sposa i principi vegani a tavola poi si convinca ad acquistare una borsa in vera pelle nelle boutique di alta moda.

Una nicchia di consumatori? Non proprio: il numero di sostenitori dell’alimentazione vegana, infatti, solo in Italia si afferma al 7% della popolazione, coinvolgendo oltre 4 milioni di persone.

Un target da considerare, per le aziende che non vogliono perdere preziose opportunità commerciali.

Portabandiera della moda vegan, è senza dubbio Stella McCartney: la designer inglese, infatti, è nota in tutto il mondo per la produzione di accessori privi di pellami di origine animale.

Una testimonianza di successo di come la moda possa essere cruelty free, senza perdere appeal: le borse di Stella McCartney, che comprendono capolavori come la mitica Falabella, sono realizzate con materiali alternativi, come tessutoeco-nappa e finto shearling.

Anche Bottega Veneta ha deciso di adeguarsi alla tendenza cruelty free e responsabile, lanciando nel 2012 una linea di borse di lusso, ancora oggi in portafoglio, realizzate senza l’impiego di pellami animali.

Una missione sfidante per la Maison, nota da sempre per la produzione di accessori contraddistinti da un intreccio di pellami a regola d’arte. Ebbene, senza perdere di vista il legame con le proprie tradizioni, Bottega Veneta si è lanciata nell’intreccio artigianale di carta washi, derivante dalla corteccia di una pianta orientale simile al gelso.

Il risultato? Una clutch di straordinaria bellezza, battezzata “Carta Giapponese”.

Tra le new entry del settore, spicca un’azienda giovane come My Mantra, attiva, attraverso il brand Ligneah, nella produzione di accessori ad alto tasso di design connotati dall’utilizzo di materiali assolutamente vegan, come le fibre di legno trattate al laser ed unite a tessuti.

Un materiale che al tatto ed alla vista assomiglia al cuoio, ma che sposa i principi del fair trade e del rispetto per gli animali: perché essere fashion oggi, significa anche essere green.

Autore La borsa che vorrei.

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